Esplora terremoti, sorgenti sismogenetiche e modelli tomografici pubblicati. Ogni volume conserva dati, autori e limiti della ricostruzione.
Apertura dei dati scientifici…
Faglie e sismicità nello spazio
Caricamento…
DISS descrive modelli di sorgente: un piano non è la prova della faglia responsabile di ogni evento vicino. I cerchi vuoti indicano epicentri con profondità assente o riferimento verticale ancora da verificare; il valore originale resta nella scheda. I rombi vuoti arancioni indicano epicentri con profondità fissata dagli autori alla quota topografica non accertata: il piano z=0 è solo un riferimento cartografico. EtnaEQ3D 2005–2024 resta separato dal catalogo 2002–2021, senza sommare gli eventi. Le curve CSS e di subduzione usano le profondità pubblicate, fino al limite scelto. Le tracce ITHACA sono proiezioni cartografiche sul piano z=0, senza quota del terreno o geometria sotterranea dedotta. I punti DBMI mostrano intensità macrosismiche osservate, con etichetta e scala originali, senza conversione in accelerazioni. Coordinate orizzontali UTM 33N, chilometri; esagerazione verticale 1×.
Tocca un terremoto nella vista o nell’elenco per consultarne i parametri.
Il volume, da esplorare
Il modello viene caricato alla prima apertura.
MODELLO INVERSO PUBBLICATO
Rosso: valori negativi di dlnVp; blu: positivi. Il campo è visualizzato nella scala numerica originale, senza conversione in velocità assoluta. Campionamento web a un nodo ogni cinque, con bordi preservati: non equivale alla risoluzione scientifica dell’inversione. Superfici estratte per isovalore e riportate sulla griglia curvilinea originale mediante interpolazione trilineare. Il taglio inferiore esclude le facce che lo attraversano. Assi nativi in km; nessuna esagerazione verticale.
Il terreno e il sottosuolo nello stesso spazio
Apertura del terreno e delle osservazioni…
OSSERVAZIONI · NON SIMULAZIONE
Il terreno proviene dal DEM TINITALY già utilizzato da QuakeMon. Pendenze ed esposizioni sono calcolate sulla griglia WCS originale; la vista web è ulteriormente campionata. Le tracce ITHACA sono posate sul DEM per interpolazione: non descrivono l’inclinazione delle faglie nel sottosuolo. Gli ipocentri conservano la profondità pubblicata sotto il livello del mare, senza sottrarla dalla quota del terreno. Il riferimento verticale preciso fra questi dati resta da armonizzare prima di una simulazione validata.
Il profilo segue un segmento rettilineo in UTM 33N, con campionamento bilineare delle quote WCS; i vuoti restano vuoti. TINITALY 1.1 è stato pubblicato nel 2023 e combina rilievi precedenti: non rappresenta una misura dei crateri attuali né della topografia del dicembre 2018. Pendenza ed esposizione descrivono questa superficie, senza identificare automaticamente faglie o instabilità.
Sezione del terreno e dei terremoti
Seleziona un profilo per aprire la sezione.
Ipocentri rilocalizzati del 24–31 dicembre 2018, ML ≥ 2, proiettati ortogonalmente sul segmento in UTM 33N. La fascia indica la larghezza totale; i punti fuori dalle estremità restano esclusi. Assi in chilometri, scala verticale 1×. La proiezione può sovrapporre eventi laterali: non identifica un piano di faglia né armonizza i riferimenti verticali delle fonti.
Tocca un punto per consultarne data, profondità e distanza laterale.
LiDAR · terreno ad alta risoluzione
Individuato il modello del terreno regionale ATA 2012–2013, con celle di 2 metri. Il capitolato prevede LiDAR e aggiornamenti fotogrammetrici; il metodo usato nel campione locale non è accertato. Controllato un campione numerico presso Fiandaca di 512 × 512 celle, tutte con valori finiti. Il passo della griglia non certifica l’accuratezza delle quote.
Il LiDAR descrive la superficie e può migliorare profili, scarpate e topografia dei modelli. La geometria profonda delle faglie e le velocità delle onde richiedono dati geologici e geofisici.
La superficie del 2012–2013 va conservata con la propria epoca, specialmente sull’Etna. Riferimenti verticali, precisione e condizioni specifiche di riutilizzo sono ancora da armonizzare prima di sostituire il terreno pubblico.
Quanto si è mosso il terreno, secondo gli strumenti
Lettura delle registrazioni disponibili…
Registrazioni INGV della rete IV, corrette con la risposta completa dello strumento e filtrate tra 0,2 e 20 Hz. L’inviluppo mostra minimo e massimo ogni 0,05 secondi; le misure usano tutti i campioni a 200 Hz. PGA e intensità di Arias si riferiscono alla singola componente nei primi 120 secondi dall’origine. La fascia evidenziata delimita il 5–95% dell’energia di Arias: è durata dello scuotimento registrato, senza sottrazione dell’energia del rumore, e non durata della rottura. La saturazione degli strumenti non è stata certificata da controlli indipendenti.
Risposta di oscillatori lineari con smorzamento del 5%, periodi da 0,1 a 5 secondi, calcolata sul segnale corretto con il metodo di Newmark. Verifica indipendente tramite funzione di trasferimento bilineare. Questi risultati elaborati da WeatherSicily non sostituiscono i valori ufficiali ITACA o ShakeMap e non attestano la validazione di una simulazione dell’evento.
Sei componenti osservate nelle stazioni EMCN ed EVRN, elaborate separatamente dai prodotti precedenti. Questa vista mostra osservazioni e sensibilità al trattamento: non contiene una simulazione o un confronto con il terremoto calcolato.
Le registrazioni vengono lette quando apri questa vista.
Nessuna registrazione caricata.
L’area mostra il minimo e il massimo in ciascun intervallo di 0,5 s; non ricostruisce l’istante degli estremi né una curva continua a 200 Hz. Picco e RMS sono calcolati sui campioni nativi, con unità m/s². Le metriche restano riferite a segnale 0..120 s e rumore −200..−80 s anche quando cambi il contesto del grafico.
Quanto cambia questa traccia con il trattamento?
Cinque varianti dichiarate prima dell’elaborazione, ciascuna confrontata con il trattamento nominale sugli stessi 24.001 campioni a 200 Hz della finestra 0..120 s. La differenza L2 misura sensibilità al trattamento, non errore rispetto al vero moto del terreno.
Variante
Differenza L2 relativa
Il picco è limitato alla banda indicata e non è la PGA a banda larga. Il rapporto RMS segnale/rumore non certifica clipping, tilt, baseline o qualità della registrazione. Nessuna stima di durata della rottura, adattamento alla simulazione o validazione dell’evento è eseguita.
La Valle del Bove nei rilievi LiDAR del 2004 e 2005
Scegli una campagna per esplorare la superficie ricostruita da INGV. È un settore dell’Etna di circa 18,47 km², osservato durante l’eruzione del 2004–2005 e dopo la sua conclusione.
I rilievi vengono caricati quando apri la vista Studio.
La pagina INGV indica il 29 settembre 2005; lo studio descrive la campagna del 29–30 settembre.
Geometria in scala 1×, senza esagerazione verticale. Il colore rappresenta la quota con la stessa scala per entrambe le epoche. La superficie mostrata campiona il raster ogni 20 m e conserva i bordi; non mostra i singoli ritorni laser.
Un profilo nel raster originale
Sezione da ovest a est, con tutti i 5.137 campioni originali a passo di 1 m. La riga 1.797 si trova alla coordinata nord 4.175.980,5 m nel sistema UTM 33N.
Che cosa mostrano questi dati e quali limiti restano
1 m è il passo della griglia, non la sua accuratezza. Lo studio riporta densità di circa 0,42 e 0,41 punti laser per m² e zone senza echi: un raster con quote finite non prova una misura diretta uniforme in ogni cella. La maschera originale del supporto laser non è disponibile.
Lo studio cita altezza geodetica, mentre i GeoTIFF non codificano un riferimento verticale. Le quote non sono armonizzate con altri modelli, stazioni o profondità sismiche; anche la registrazione fra epoche resta da accertare prima di misurare cambiamenti.
Sono superfici storiche di un settore della Valle del Bove, non il terreno attuale o tutto l’Etna. Non descrivono il sottosuolo e non vengono usate nei calcoli sismici. Non sono calcolate differenze fra epoche, volumi eruttati o movimenti di faglia.
Il motore sismico viene verificato con un problema a soluzione analitica prima di applicarlo a scenari siciliani. La durata della rottura, la durata dello scuotimento e il tempo dell’animazione sono grandezze distinte.
ETNA · STATO DEI NUOVI CONTROLLI
Inizializzazione e risposta elastica
Lettura della sintesi verificata dei controlli numerici…
Controlli sul modello numerico completati
Controllo
Dati verificati
Risultato
Ancora da validare: propagazione delle onde, durata dell’evento, confronto con le registrazioni reali e quota fisica della stazione EVRN.
I precedenti confronti di dominio restano non superati per tutte le 9 componenti. Le nuove prove verificano l’inizializzazione e nove risposte elastiche nel volume comune. L’identità dell’intero calcolo, la propagazione completa e il terremoto reale richiedono verifiche separate.
Soglie e provenienza dei risultati
Uguaglianza delle masse e dei dati comuni: esatta, senza tolleranza. Ricalcolo dei coefficienti della sorgente: scarto relativo massimo 10⁻¹²; interpolazione del ricevitore: 2 × 10⁻¹⁴; localizzazione numerica: 10⁻⁶ m. Soglie conservate; non misurano l’accuratezza fisica del sottosuolo.
Quattro calcoli nativi completati. Esito complessivo: FAIL. Il controllo del passo temporale è superato per tutte le 9 componenti. Il confronto fra dominio compatto ed esteso fallisce per tutte le 9 componenti: scarti relativi dal 5,84% all’82,03%. Il tempo t95 differisce di 0,285 s rispetto alla soglia prefissata di 0,05 s. La consultazione resta sperimentale; il terremoto reale non è validato.
Spostamento, velocità e accelerazione calcolati nello stesso scenario, con tre passi temporali e un dominio esteso. Si possono scegliere componenti X, Y e Z, modulo del movimento e sezioni del modello.
Sono esperimenti numerici da valutare: il terremoto reale resta da validare. I sette istanti sono separati e non rappresentano un filmato continuo né misurano la durata dell’evento. I colori confrontano solo queste sette istantanee.
Coordinate del modello in metri, X e Y della griglia UTM e Z crescente verso l’alto. La vista usa distanze locali in chilometri senza esagerazione verticale. Il riferimento delle quote e la quota fisica della stazione EVRN restano irrisolti; questi nodi non sono un rilievo del sottosuolo.
Lettura delle istantanee e dei rapporti verificati…
Rapporti del calcolo e limiti
Ricevitori sintetici sulla superficie del modello; quota fisica EVRN irrisolta. Il controllo dei dati specifici di ciascun passo temporale non valida il terremoto. La finestra calcolata non copre i 900 secondi delle osservazioni.
128 istanti calcolati e verificati. Carica geometria e un istante; gli altri vengono letti su richiesta.
Esito del calcolo non disponibile.
Campioni reali dell’output del simulatore, su un dominio compatto di 8 × 12 km. È un esperimento elastico con sorgente prescritta, geometria iniziale conservata e ipotesi ancora da validare per Fiandaca. La vista parte vicino a +2 s dall’origine; resta disponibile anche l’avvio precedente. Il rilievo LiDAR descrive la superficie, mentre qui si calcola il moto nel modello.
Sezioni, dettaglio visuale e frecce
Nessun frame disponibile.
Scala dei colori logaritmica per |u|; soglia visiva 1e-9 m. Nessun frame caricato.
Vettori tratti dai tre sismogrammi numerici, con spostamenti amplificati 50.000 volte per renderli visibili. Le coordinate dei ricevitori sono quelle del problema sintetico; questa vista non rappresenta un terremoto storico né l’intero campo d’onda.
Risultati per tutte le 18 tracce
Traccia
Errore · 16³
Errore · 24³
Correlazione · 24³
Fiandaca · preparazione della sorgente e dei modelli fisici
Il catalogo distingue un ipocentro preferito a profondità −0,3 km e un centroide del momento sismico a 3 km, con profondità assegnata dall’operatore e posizione differente. Sono preparate due alternative esplicite, mantenendo separati parametri originali e trasformazioni per il calcolo. I modelli pubblicati contengono velocità P e S, ma richiedono ancora verifiche di riferimento, risoluzione, densità, attenuazione e topografia prima del confronto fisico con le registrazioni.
Stato: esperimento elastico con topografia eseguito in precisione singola e doppia, con due e tre passi temporali rispettivamente. La ricostruzione del terremoto resta da validare con le registrazioni.
ETNA · ESPERIMENTO NUMERICO ESEGUITO
Etna · tre passi temporali a confronto
Cinque calcoli elastici sullo stesso dominio topografico di 8 × 12 km, con 768 elementi: due in precisione singola e tre in doppia. Spostamenti, velocità e accelerazioni sono sintetici: derivano dalla sorgente prescritta e dalle ipotesi del modello. Le accelerazioni conservano una sensibilità significativa al passo temporale.
Controllo dei cinque calcoli…
Lettura della verifica analitica in doppia precisione…
Perché una traccia del controllo non migliora?
Un’analisi separata ha individuato un errore di integrazione nel riferimento semianalitico fornito con il caso ufficiale. Sulla componente critica, il contributo statico in eccesso è circa 5,912 micrometri. Il riscontro usa anche una soluzione statica indipendente, senza adattare le curve al simulatore. L’esito originale resta non superato: questa spiegazione non dimostra l’assenza di altri errori e non valida il terremoto Etna.
Confronta le 18 tracce del test in doppia precisione
Lettura delle tracce…
Riferimento selezionabile; originale ufficiale conservato. Grafici con un campione ogni dieci e ultimo campione incluso; errori calcolati su tutti i 14.000 campioni per traccia. Nessun riallineamento, filtro o adattamento di ampiezza. Il test riguarda un mezzo omogeneo sintetico e non valida un evento siciliano.
Densità uniforme assunta di 2.600 kg/m³, semidurata della sorgente di 4 s, assenza di attenuazione. Finestra da −8 a circa +16 s dall’origine: insufficiente per un confronto completo a bassa frequenza. Il controllo del passo temporale non valida il terremoto reale; restano sensibilità alla griglia, ai bordi, alla sorgente e ai materiali.
Raffinamento numerico della stessa superficie topografica e dello stesso materiale interpolato: non aggiunge nuovi rilievi. Confronto grezzo su tutti i campioni, senza filtri o adattamenti. Le accelerazioni grezze restano sensibili alla griglia e non sono validate per stimare la PGA. Due risoluzioni e una diversa ripartizione del calcolo non provano la convergenza; restano da verificare bordi, durata della finestra, sorgente, materiali e quote.
Confronto separato di due calcoli elastici con sorgente prescritta: 768 e 6.144 elementi, stesso passo temporale e stessa finestra. La griglia più fine suddivide la stessa topografia e lo stesso modello dei materiali; non aggiunge rilievi del sottosuolo.
Il confronto viene letto quando apri questa vista, dopo la chiusura e il controllo di entrambi i calcoli.
Nessun risultato caricato.
Le metriche usano tutti gli 89.393 campioni nativi per traccia, da −24,182 a +15,999704 s, con passo 0,0004495 s. Il grafico conserva gli estremi per blocco, fino a 1.500 punti per curva. Nessun filtro, spostamento temporale, adattamento d’ampiezza o interpolazione è applicato al confronto.
Componente EVRN
Differenza L2 relativa
Campioni confrontati
La ripartizione del calcolo cambia da 1 a 4 processi insieme alla griglia: il suo contributo non è isolato da una prova separata sulla stessa griglia. Due risoluzioni non dimostrano la convergenza. Questi risultati non validano il terremoto, la PGA, l’ampiezza delle accelerazioni o la durata della rottura. Non viene assegnato un esito formale di superamento.
Due simulazioni con 768 elementi: terreno precedente e terreno v3, corretto usando il centro dei pixel del rilievo. Cambiano il terreno e la quota del ricevitore EVRN di +1,048983632 m; sorgente e impostazioni del calcolo restano uguali.
Il confronto viene caricato aprendo questa vista.
Tutti gli 89.393 campioni nativi per componente; nessun filtro, adattamento o riallineamento.
Componente
Differenza L2
Correlazione
È una misura della sensibilità alla geometria. Non dimostra convergenza, accuratezza del terremoto o durata della rottura.
Cosa cambia e quali limiti restano
Cambiano soltanto il terreno (top.dat) e la quota Z del ricevitore (STATIONS). Il campo Vp/Vs è identico nei file; i nodi spostati della mesh possono però campionarlo in posizioni diverse e ottenere valori diversi.
La quota EVRN nei metadati è 421 m: resta uno scarto di 56,463 m rispetto al rilievo nel punto esatto e di 63,124 m rispetto alla superficie della mesh v3. Riferimento verticale e origine degli scarti sono irrisolti. Non sono applicate correzioni ipotetiche di interramento o geoide.
Gli studi svolti con il terreno precedente non si trasferiscono automaticamente a v3. Restano da verificare risoluzione, passo temporale e bordi; densità di 2.600 kg/m³, semidurata di 4 s e assenza di attenuazione sono assunzioni del modello. La semidurata non è una misura della durata del terremoto.
Finestra −24,182…+15,999704 s; passo 0,0004495 s. Le sei curve sono alleggerite soltanto per il disegno; le nove metriche usano tutti i campioni.
Confronto fra soluzione analitica e due griglie numeriche in un mezzo omogeneo: spostamento, velocità e accelerazione, per sei ricevitori.
Risultati in attesa della chiusura dei calcoli e della verifica indipendente.
Metriche native della selezione
Griglia
Errore L2 relativo
Correlazione
Soglie originali
Tutti i 54 confronti fra griglie
L2 rispetto al riferimento analitico, sull’intera finestra
Ricevitore
Componente
Grandezza
Griglia 16³
Griglia 32³
L2 strettamente minore
Criteri e limiti del controllo
Criteri dichiarati prima dei calcoli: L2 relativo ≤1% e correlazione ≥0,999 per tutte le 108 tracce; L2 strettamente minore sulla griglia 32³ per tutte le 54 coppie. Le metriche usano tutti i 34.182 campioni per traccia, senza filtri, riallineamenti o adattamenti di ampiezza. Il grafico mostra una selezione fissa di campioni nativi e non viene usato per lo scoring.
Il riferimento è stato controllato indipendentemente su 918 valori. Due griglie, con 4 e 8 processi, non dimostrano convergenza asintotica. Questo controllo non valida un terremoto reale, il sottosuolo regionale, la topografia, la durata di un evento o la PGA.
Confronto tra dominio compatto di 8 × 12 km, con 768 elementi, e dominio ampliato di 11 × 17 km, con 1.496 elementi. Sorgente prescritta, ricevitore EVRN, passo temporale, fondo a −6.000 m e otto strati verticali restano quelli del piano comune.
Il confronto reale e il controllo indipendente vengono verificati aprendo questa vista.
Tutti gli 89.393 campioni nativi per componente, anche prima dell’origine; nessun filtro, adattamento o riallineamento.
Componente
Differenza L2
Correlazione
Il confronto misura quanto cambia la risposta ampliando il dominio. Due domini finiti non dimostrano convergenza, efficacia dei bordi assorbenti o accuratezza del terremoto. Una differenza L2 oltre il 100% significa che la norma della differenza supera quella del segnale compatto: non è una probabilità né un errore misurato rispetto all’evento reale.
Cosa cambia e quali limiti restano
Il bordo est dista da EVRN circa 2,045 km nel dominio compatto e 3,045 km in quello ampliato: il guadagno è di 1 km. L’ampliamento mantiene la discretizzazione interna prevista dal piano; resta un dominio limitato, senza una rappresentazione dell’Etna intero.
Le posizioni, le metriche geometriche e i materiali effettivamente letti nei punti comuni possono differire leggermente per gli arrotondamenti del calcolo. Un controllo separato confronta 53.361 nodi e 768 elementi comuni con limiti derivati dal codice e dichiarati prima della nuova mesh. Verifica anche ciascun materiale nella sua posizione effettiva. Questi limiti numerici conservativi non misurano la precisione fisica del sottosuolo.
L’uguaglianza del modello materiale previsto è distinta dai valori effettivi nei punti della mesh. Il confronto conserva tali differenze; non attesta l’identità dell’intero operatore di calcolo. Le masse assemblate e i bordi assorbenti cambiano con i nuovi elementi vicini.
Restano aperti il riferimento verticale e gli scarti della quota EVRN. Densità di 2.600 kg/m³, assenza di attenuazione intrinseca e semidurata della sorgente di 4 s sono assunzioni del modello. La semidurata prescritta non è una misura della durata del terremoto.
Finestra −24,182…+15,999704 s; passo 0,0004495 s. Sei curve per grandezza, alleggerite soltanto per il disegno; nove metriche calcolate su tutti i campioni. La norma del dominio compatto è sempre il riferimento della differenza L2.
La prima prova con requisito di coordinate esattamente identiche resta fallita. Questo è un esperimento separato con limiti numerici dichiarati dopo quella diagnostica e prima della sua nuova mesh.
Rapporti e controllo indipendente
Le impronte dei due rapporti chiusi vengono verificate prima del disegno.
La sorgente cresce gradualmente. Partire quando la sua coda è già diversa da zero può introdurre una perturbazione numerica. Questo esperimento anticipa l’avvio, mantenendo identici griglia, sorgente prescritta, materiale, passo temporale e istante finale.
Lettura dei due calcoli completi…
La finestra dopo l’origine resta di circa 16 s. Un calcolo più lungo prima dell’origine non misura la durata del terremoto. I risultati grezzi sono conservati; servono ulteriori controlli su griglia, passo, bordi e registrazioni. La verifica analitica separata della stessa configurazione è completata: risultati nel controllo qui sotto.
La stessa configurazione supera il controllo analitico
Lettura dei due calcoli completi e delle verifiche…
Problema sintetico in un mezzo omogeneo, con sorgente doppia coppia: due griglie, 16³ e 32³ elementi, e 34.182 campioni per traccia. Il riferimento continuo è verificato separatamente. Nessun filtro, riallineamento o adattamento delle curve.
Errori e correlazioni di tutte le 18 componenti
Traccia
Errore L2 · 16³
Errore L2 · 32³
Correlazione · 32³
Soglie fissate prima del calcolo: errore L2 ≤ 1%, correlazione ≥ 0,999 e miglioramento di tutte le componenti. Questo controllo riguarda gli spostamenti sintetici: non valida accelerazioni, PGA, geologia dell’Etna o durata di un terremoto reale. Il precedente confronto ufficiale e il suo esito restano conservati.
Le quote sono riportate nei riferimenti originali, senza conversione verticale. Le differenze non sono misure di deformazione o accuratezza. Il terreno pubblico già usa i centri dei pixel; la correzione riguarda una nuova versione degli ingressi numerici. Gli esperimenti precedenti restano riproducibili con la geometria originale.
Il piccolo ritaglio di terreno regionale è usato come controllo interno: la griglia di 2 m non stabilisce l’accuratezza locale e non scandaglia il sottosuolo. Epoca puntuale, riferimento verticale e condizioni specifiche di riuso restano da verificare.
EXSIM è un modello stocastico a faglia finita. Il caso ufficiale verifica l’esecuzione del programma; lo studio specifico di Fiandaca richiede ancora parametri documentati e confronto indipendente.
Modelli di sorgente, velocità P/S, densità, attenuazione e topografia; confronto con accelerogrammi e osservazioni macrosismiche indipendenti. Le ricostruzioni storiche richiedono più scenari quando profondità o faglia sono controverse.
Etna · sistema vulcano-tettonico
Tomografia, sismicità rilocalizzata, meccanismi focali e deformazione del suolo costituiscono ingressi separati. Moduli per onde, deformazione, lava e cenere richiedono ciascuno dati e validazione propri.
Risultati riproducibili
Ogni esperimento deve conservare versione del motore, impronte dei dati, sorgente, griglia, passo temporale, banda risolta e controlli numerici. Una simulazione eseguita non diventa automaticamente una ricostruzione validata.
Nessuna durata o animazione di un terremoto storico è presentata come ricostruzione accertata.